Ultima modifica: 25 Gennaio 2016

Piano dell’Offerta Formativa

 


 


L’articolo 3, comma 1, del DPR 08/03/1999 N°275 stabilisce che il P.O.F. è “il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curriculare, extracurriculare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia”.

Attraverso le tre parole chiave, identità, progettazione e contesto, è possibile tracciare un percorso operativo di stesura del P.O.F.

IDENTITA’

Riferita al mondo della scuola rappresenta l’insieme degli aspetti (scelte, azioni, ambiente, relazioni) che caratterizzano un Istituto rispetto ad un altro. Quando tali aspetti vengono riconosciuti dall’esterno, si realizza l’identità.

L’identità, dice il Regolamento, è culturale e progettuale. Ciò significa che una pluralità di elementi rappresenta gli aspetti caratterizzanti e, quindi, identitari di una scuola.

L’Istituto Comprensivo Sant’Elia-Commenda ha individuato come elementi caratterizzanti i seguenti:

  • La storia della scuola: l’evoluzione strutturale da circolo didattico a Istituto Comprensivo; le sue tradizioni; le sue regole; le esperienze che si ripetono.
  • Una particolare offerta formativa: l’orientamento plurilingue, immediatamente avviato con l’inserimento nel curricolo del docente madrelingua di inglese; la collaborazione con la scuola internazionale Q.S.I. che favorisce lo scambio culturale tra studenti provenienti da Paesi diversi; la promozione di workshop in lingua inglese per i docenti per sollecitare una didattica laboratoriale attiva (collaborazione mensile con ACLE).
  • Scelte pedagogico-didattiche condivise: la complessità del mondo globalizzato richiede l’utilizzo di un pensiero multidimensionale. La realtà antropologica è di per sé multidimensionale: comporta sempre una dimensione individuale, una dimensione sociale e una dimensione biologica. Gli aspetti economici, demografici, psicologici, pur essendo distinti, appartengono alla stessa realtà e, quindi, comunicano tra loro. La scelta pedagogica più importante riguarda l’ecologia della mente: l’individuo è unico nella sua globalità e, come tale, ha diritto ad un apprendimento in cui, da protagonista, colga il legame tra unicità e molteplicità.
  • La cura della formazione dei docenti: informazione e formazione. Un binomio alla base della crescita formativa di una scuola. Gli spazi collegiali diventano occasione di confronto, ma anche di informazione: le decisioni sono motivate e supportate dai riferimenti normativi.

La formazione progettata e condivisa dal Collegio verte prevalentemente sulla didattica per competenze, per avviare attività laboratoriali volte a ridurre la distanza tra il mondo della scuola e quello reale. Saranno realizzate Unità di Apprendimento dallo sviluppo verticale, per avviare la costruzione di un curricolo continuo tra i diversi ordini interni. Gli spazi della progettazione saranno i dipartimenti disciplinari e i Consigli di intersezione, di interclasse, di classe. Guida costante di riferimento saranno le Indicazioni Nazionali per il curricolo del 2012. La formazione verterà anche su BES e DSA perché tutti i docenti adottino una didattica inclusiva.

  • L’apertura al territorio: la rete Qualamano, nata ufficialmente il 15 dicembre 2014, vede la collaborazione di diversi stakeholder del territorio (parrocchie, associazioni culturali e sportive, scuole secondarie di secondo grado, proloco, enti professionali) con il precipuo scopo di intervenire a sostegno del contrasto alla dispersione scolastica. Sostegno allo studio con attività di doposcuola; corsi di pallavolo e minibasket; corsi di musica; attività sul territorio; incontri con il mondo artigianale: sono alcuni dei percorsi che, in collaborazione con i partner della rete, la scuola attiverà.
  • Il modello organizzativo interno: la gestione di sette plessi comporta una precisa distribuzione di compiti e responsabilità. Due docenti collaboratori coadiuvano il lavoro del Dirigente, relativamente agli aspetti didattici e organizzativi. Per ogni plesso è stata individuata una figura di coordinamento delle attività che ha anche il compito di promuovere la comunicazione tra la Presidenza e i diversi docenti; le Funzioni strumentali sono state designate dal Collegio in base alle aree effettivamente utili all’Istituto Comprensivo (POF, Handicap e disagio, Valutazione e Autovalutazione); è stato individuato dal Collegio il gruppo di Valutazione e Miglioramento per rilevare i punti di forza e di debolezza della scuola e costruire un RAV (Rapporto di Autovalutazione) con precisi obiettivi di miglioramento. Il Dirigente Scolastico si impegna a raccogliere tutte le comunicazioni e le criticità, avanzate dai genitori, dai docenti e dal personale ATA, e, tempestivamente, adotta le misure più opportune.

 PROGETTAZIONE

L’Autonomia introduce la “progettazione” intesa come elemento organizzatore di tutta la vita della scuola. Un tempo il termine progetto era più circoscritto: riguardava solo l’ambito disciplinare e, quindi, la programmazione didattica. Ora, invece, tutti gli aspetti caratterizzanti l’organizzazione, gli spazi, le scelte didattiche, le attività curriculari ed extracurriculari sono da progettare.

Perché progettare.

  • Perché la progettazione sottrae i percorsi alla improvvisazione e alla casualità. I percorsi progettati possono essere verificati, riutilizzati e riesaminati.
  • Per necessità di trasparenza: dichiarare e documentare le intenzioni didattiche, le fasi di svolgimento di un percorso e la rendicontazione nei confronti di chi ne fruisce (studenti e famiglie) è un dovere professionale di quanti gestiscono con ruoli diversi il settore dell’istruzione.
  • Perché la progettazione è uno strumento professionale utile e anche economico: raccoglie le soluzioni ottimali ai problemi didattici ed educativi che si vogliono aggredire e le rende funzionali e utilizzabili. Organizza le azioni in aula e le sottrae alla casualità.
  • Perché il lavoro di progettazione può rivelarsi uno strumento di crescita professionale: i risultati di un progetto permettono a) la lettura delle proprie attività e gli esiti delle proprie azioni; b) il ripensamento dei propri comportamenti e delle scelte effettuate; c) il miglioramento.
  • Perché il lavoro di progettazione rende possibile e facilita il controllo e l’autocontrollo nelle sue varie forme.

La connotazione della progettazione dell’Istituto Comprensivo sant’Elia-Commenda, pertanto,  non si riferisce solo alla progettazione disciplinare, ma riguarda anche l’area della didattica, dell’organizzazione, della ricerca, dello sviluppo e della sperimentazione.

Dal punto di vista organizzativo i progetti sono stati aggregati per “area” allo scopo di promuovere attività rispondenti alle reali esigenze degli alunni. Le aree sono le seguenti:

  • SUCCESSO FORMATIVO (recupero delle lacune pregresse; rinforzo metodologico; potenziamento della lingua inglese)
  • CONTINUITA’ (all’interno degli ordini e con il territorio)
  • BEN-ESSERE (educazione alle emozioni; sviluppo della creatività; cultura musicale)
  • CITTADINANZA (il mondo dei diritti; il rispetto dell’ambiente)
  • ALTRI LINGUAGGI (digitale; pittorico; musicale)
  • LA SCUOLA NEL TERRITORIO– Progetti in rete-
  • FORMAZIONE DEL PERSONALE ( in rete/nei dipartimenti/consigli)

CONTESTO

La figura istituzionale chiamata ad attivare “i necessari rapporti con gli enti locali  e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio” (Art. 3, c. 4 del DPR 08/03/1999 N°275 ) è il Dirigente Scolastico.

Il contesto, nella elaborazione del P.O.F., è stato considerato da un duplice punto di vista:

  • Come espressione di una domanda culturale e formativa, rispetto alla quale la scuola è chiamata a fare le sue scelte
  • Come risorsa, cioè come portatore, attraverso l’Ente Locale, le associazioni culturali e produttive, gli Enti professionali, di proprie proposte volte ad arricchire l’offerta formativa della scuola.

L’Istituto Comprensivo Sant’Elia-Commenda ha aderito alla rete tra gli Istituti Comprensivi della città di Brindisi e il Comune denominata “Un patto per la scuola” ed è capofila della rete Qualamano che vede la partecipazione di ben ventitré partner del territorio.

L’apertura al territorio è una scelta necessaria per leggere i bisogni, darne una rappresentazione condivisa e per raccogliere input qualificati. In questo modo la scuola supera l’autoreferenzialità, che è un impedimento alla crescita professionale e culturale, e recupera prestigio sociale. Inoltre, attraverso il confronto intenzionale e programmato, fa acquisire apertura, concretezza, operatività e formatività alla sua offerta.

 

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Lucia Portolano

image_pdfimage_print